Sono passati pochissimi anni da quando la nota rivista “Forbes”, ha incoronato l’Emilia Romagna come la regione in cui si mangia meglio al mondo.
Da brava romagnola DOC, so bene quanto di vero ci sia in questa affermazione, purtroppo per la mia bilancia.
Non serviva un mensile famoso per stabilirlo anche se, da amante quale sono della mia terra, non posso che esserne orgogliosa. Con questo articolo, però, voglio entrare nello specifico.
Inoltre vi dirò qualcosa anche sui piatti della tradizione romagnola da non perdere. Quali cibi tipici meritano di essere assaggiati in Romagna, con diverse alternative.
Preparatevi, perché stiamo per avventurarci in un viaggio gastronomico all’ultima forchetta… rigorosamente con i miei consigli local.
Magari vi sorprenderà, ma tra le cose da mangiare a Rimini non c’è solo piadina. La verità è che abbiamo un’antica tradizione anche per quanto riguarda la pasta fresca. Rigorosamente fatta in casa e tirata al mattarello!
Passatelli. La ricetta per il Paradiso. Pangrattato, uova, formaggio, scorza di limone , noce moscata e la magia è fatta. Questa pasta fresca, corposa e saporita, si gusta in brodo nella maniera classica. Ma vi suggerisco di non perderla nella versione asciutta, ad esempio con vongole e pomodorini, oppure guanciale locale e Formaggio di Fossa.
Cappelletti. Da non confondere con i tortellini, che appartengono a Bologna! Sono diversi e vengono girati anche in modo diverso. Su due cose, però, siamo in linea: si servono in brodo di cappone, e non esiste festività in cui non siano al centro della tavola. Il cappelletto in Romagna ha due versioni, con ripieno di carne e formaggio o con il solo formaggio. In ogni caso, rientra i piatti da mangiare assolutamente a Rimini.
Tagliatelle. Ascoltatemi, per favore: non si chiamano fetuccine. Da noi questo termine è bandito. In Romagna ci si abbufffa di tagliatelle, se possibile con il ragù di carne battuto al coltello. Ma non perdete la versione ai funghi! Se ne avete l’occasione, gustate anche un classico “paglia e fieno”, ossia tagliatelle gialle e verdi servite insieme.
Strozzapreti. Una pasta corta, ottenuta da un lungo tagliolino suddiviso in tanti pezzi poi arrotolati su se stessi. Si sposano benissimo con il ragù, con misto di ragù e funghi, con ceci e guanciale e, ovviamente, con il pesce.
Tagliolini. Il tagliolino l’ho sempre visto come il fratellino minore della tagliatella. Sottile ma poroso, raccoglie perfettamente il condimento senza essere invadente. Il suo abbinamento speciale è il pesce ma, se venite in vacanza in Romagna in primavera o autunno, non dimenticate di provarli con un ragù bianco di prugnoli o porcini. Magari con una spolverata di Formaggio di Fossa e tartufo! E, ancora, sono eccellenti in brodo.
Lasagne verdi. Le lasagne con pasta all’uovo sono ampiamente diffuse, ma quelle delle nonne romagnole hanno una marcia in più. Perché si ottengono da un incontro amorevole di pasta gialla e verde (grazie all’aggiunta degli spinaci). A completare la poesia, l’alternanza di besciamella e ragù fatti in casa. Vi consiglio di provarle a base di pesce, delicatissime e molto gustose.
Garganelli. Quelli che definisco maccheroni eleganti, sia per la forma che per la leggenda, che li vuole ideati dai cuochi di Caterina Sforza, a Forlì. Buonissimi con qualsiasi condimento, di terra o mare!
Cannelloni. Un altro primo piatto buono da perdere il senno. Rotoli di pasta fresca, ripieni di formaggio, oppure di ricotta e spinaci. La loro morte è il condimento di ragù e besciamella.
Chiunque venga in vacanza a Rimini, fa in genere grandi scorpacciate di pesce fresco.
Il vero re della nostra terra è il pesce azzurro, oltre ai molluschi e crostacei dell’Adriatico: vongole, cozze e garagoli, per citarne alcuni.
Il pesce in Romagna si gusta sostanzialmente in due modi: con la rustìda o in brodetto. Il primo è un arrosto semplice, accompagnato da un contorno di radicchio e cipolla (più diversi kg di piadina e litri di Sangiovese: tutto il resto è da condannare per eresia), dove la fa da padrona la saraghina!
Il brodetto è un piatto povero, nel quale vengono abbinate numerose tipologie di pesce: una casseruola di profumi celestiali e sapori esplosivi, da accompagnare con grandi fettone di pane!
Vi consiglio anche di assaggiare quelle che tutto il mondo, in maniera impropria ovviamente, chiama pannocchie.
Qui in Romagna rispondono al nome di canocchie e sono meravigliose sia con i tagliolini, che lessate e poi servite semplicemente con prezzemolo e olio buono delle colline riminesi. Un’esperienza celestiale!